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SOMMA LOMBARDO E ARSAGO SEPRIO:
VIAGGIO NELL’ARTE ROMANICA MEDIEVALE

Partendo dal nostro hotel e seguendo la strada statale del Sempione in direzione Gallarate, si giunge a Somma Lombardo, piccola cittadina della provincia di Varese, a pochi chilometri dal Lago Maggiore e le cui frazioni di Maddalena e Coarezza si affacciano sulle colline a ridosso del fiume Ticino nel territorio dell’omonimo Parco.

Entrando in Somma, sulla destra possiamo ammirare, in tutta la sua maestosità il Castello Visconti di San Vito, perfettamente conservato, perla di rara bellezza del patrimonio storico-artistico della provincia. Frammentarie le notizie in merito alla posa della prima pietra, pare però che il primo edificio risalga al secolo XI, benché, attraverso successive modifiche, lo sviluppo dell'antica dimora viscontea in più vaste proporzioni abitabili e di residenza lo si ebbe a partire dall'anno 1448, quando i fratelli Francesco e Guido Visconti, per sfuggire ai contrasti con la repubblica Ambrosiana, si rifugiarono nella loro vecchia proprietà di Somma, ricevendo giuramento di fedeltà, in forma solenne, da tutti gli uomini del villaggio sulla piazza antistante il castello.

Poco purtroppo rimane della fossa che un tempo circondava il castello e che si attraversava su ponti levatoi. Nel lato più antico del castello si accede dalla piazza settentrionale, attraverso una torre che ne difendeva l'ingresso e nelle torri piccole scale a chiocciola portano sulle postazione più alte, dalle quali si può ammirare un paesaggio di straordinaria bellezza che abbraccia la Valle del Ticino, la pianura novarese e, sullo sfondo, la maestosa cornice delle Alpi dominata dal Monte Rosa.



Al suo interno, nel salone principale, le cui pareti sono ricoperte di affreschi, è conservato l'arredamento che risale all'inizio del XVII secolo. Da qui si entra nella famosa "Sala dei piatti da barba", una pregevole raccolta, tra le più ricche oggi esistenti, di centinaia di pezzi rari provenienti da tutte le parti del mondo.

Ora lasciamo Somma Lombardo e ci dirigiamo verso Arsago Seprio, comune di epoca romana, il cui patrimonio annovera un imponente monumento le cui origini risalgono al IX secolo e dove si respira un’aria di solennità e sacralità: la Basilica romanica di S. Vittore è infatti il monumento più celebre del comune nonché il ricordo più solenne dell'antica protopieve.

Riedificata sulla primitiva costruzione verosimilmente del quinto secolo, ha un disegno rettangolare ed è divisa in tre navate che terminano con absidi ad oriente. All'interno il soffitto è in legno a capriate, le arcate che dividono le navate sono alternativamente sostenute da massicci pilastri a pianta quadrata e da esili colonne, quasi tutte romane di recupero.

Di rilevanza storico-artistica l'altare marmoreo settecentesco costruito su disegno del pittore Biagio Bellotti e collocato nell’abside centrale e la torre campanaria costruita nel XII secolo con materiali provenienti da antichi edifici tra i quali spiccano pietre nobili di età romana. A pochi metri dalla Basilica il Battistero di San Giovanni, costruito, anch’esso, con materiale di antiche costruzioni romane demolite.
L’edificio risale circa al secolo XI, presenta una pianta ottagonale ed all’interno una nicchia semicircolare accoglie il piccolo altare la cui mensa riposa su un ossario di epoca romana (II-III secolo d.C.) che, in origine, conservava le ceneri di Calvisia Viriana, moglie di Tito Primo Aproniano. Il vaso battesimale, situato al centro, è inserito in uno scavo ottagonale a cui si discende per due gradini. Di grande impatto scenico il loggiato, profondo 2,30 metri e non protetto da parapetti, è illuminato da tre bifore e due altre aperture molto piccole strombate verso l’interno.

L'EREMO DI SANTA CATERINA

Tra le mete turistiche del Lago Maggiore più affascinanti, sia da un punto di vista storico-artistico che paesaggistico, l’Eremo di S. Caterina del Sasso, nel comune di Leggiuno ricopre sicuramente un posto privilegiato. Geograficamente radicato su uno strapiombo di parete rocciosa a picco sul lago, l’Eremo regala uno scenario tra i più incantevoli di tutto il lago.

Eremo Santa CaterinaLo si può raggiungere dal piazzale sovrastante, ricco di ampi parcheggi, scendendo una panoramica scala di 268 gradini oppure via lago salendone circa un’ottantina e sfruttando le numerose corse dei battelli della navigazione del Lago Maggiore. Per chi preferisce, l’accesso ora è reso possibile anche grazie ad un comodo ascensore con accesso nei pressi del parcheggio. Alla Chiesa si accede attraversando un portico d'impronta rinascimentale. La struttura è frutto della fusione di tre cappelle, in origine distinte e che sono sorte in epoche differenti. Numerosi sono i cicli pittorici presenti all'esterno e internamente alla chiesa. Arte e storia si integrano splendidamente in un quadro naturale tra i più suggestivi, quasi una balconata che si protende verso il golfo Borromeo, Stresa e le isole. Entrando nell'eremo si incontrano dapprima il Convento meridionale (XIV°-XVII° secolo), con interessanti affreschi nella sala del camino, poi il Conventino (XIII° secolo) decorato, appena sotto le finestre del primo piano, da una lunga affrescatura secentesca ispirata alla Danza Macabra, ed infine la Chiesa, che ingloba al suo interno la cappella di Santa Caterina.

La storia - lago Maggiore La tradizione colloca le sue origini nel XII secolo, quando il mercante Alberto Besozzi di Arolo, scampando ad un terribile naufragio nel corso di una traversata del Lago, avrebbe fatto voto a Santa Caterina d'Alessandria di ritirarsi per il resto della sua vita in preghiera e solitudine in una grotta in quel tratto di costa. Fu proprio in quella occasione che avrebbe costruito una cappella alla Santa, ancor oggi individuabile sul fondo della chiesa. La torre campanaria, la cui costruzione risale al Trecento, è alta 15 metri, comprese la cuspide e la croce, ed ha base rettangolare. Da ricordare il miracolo di inizio Settecento, quando cinque enormi massi "ballerini" precipitarono sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta di una cappella, senza causare gravi danni, rimanendo sospesi per quasi due secoli, fino al 1910. Questi sassi "traballanti" sembrano dare il nome all'eremo che, per esteso, è Santa Caterina del Sasso Ballaro. L’atmosfera suggestiva ed il contesto fiabesco soddisferanno anche il turista più esigente. Dal nostro hotel l’Eremo è facilmente raggiungibile attraverso la superstrada 629 Vergiate-Besozzo, giunti al termine seguire per Leggiuno e deviazione per l'Eremo. Per maggiori informazioni, costi ed orari: www.santacaterinadelsasso.com.

La Selva Vergiate -  Lago Maggiore

Non vi resta che partire dal nostro hotel e trascorrere una giornata tra arte e storia. Per maggiori informazioni rivolgetevi alla reception.